Bonus casa 2018 per ristrutturazione: cosa cambia?

Per il 2018 il bonus previsto per la ristrutturazione di immobili cambia: alcune cose sono state confermate, altre eliminate, quindi quali sono le novità?

Dopo alcuni giorni di incertezza, in cui sembrava che le detrazioni fiscali per determinate spese di ristrutturazione dovessero sparire, ecco confermata, con la pubblicazione della Legge di Bilancio 2018, la proroga fino al 31 dicembre 2018. I cambiamenti sono diversi a partire dalle aliquote di detrazione per l’Ecobonus che passano dal 65% al 50%, per i lavori in partenza dal 1° gennaio 2018. Confermata anche l’introduzione del Bonus Verde, ovvero la detrazione del 36% per la cura delle aree verdi private, fino ad un massimo di 5000 euro.

È rimasta invariata e, di conseguenza confermata, la detrazione del 50% delle spese di ristrutturazione fino ad un massimo di 96.000 €. Resteranno valide anche le detrazioni fiscali Ecobonus condomini (75%) e Sisma bonus (mirate all’antisismica) fino al 2021. Il Sisma bonus prevede una detrazione del 70% che può raggiungere l’80% in caso, il rischio sismico, cali di due classi e, se gli interventi avvengono su condomini, la detrazione arriva all’85%.

Per la sostituzione di finestre, infissi e caldaie è prevista l’aliquota del 50%. Anche la detrazione per l’acquisto dei mobili è stata confermata e resta detraibile il 50% della spesa fino ad un totale di 10.000 €. Potranno usufruire di questa detrazione tutti gli utenti che acquisteranno mobili dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018 ed elettrodomestici di classe A+. Il bonus mobili per i giovani, invece, non vede il rinnovo nella Legge di Bilancio 2018 quindi si tratta di una detrazione non più attuabile! Questo pacchetto che rientra nella Legge di Bilancio, però non è ancora in vigore perché deve essere ancora discusso e approvato dal Senato, ma a grandi linee sembra che non ci saranno ulteriori grandi cambiamenti.

Stranieri: come ottenere un finanziamento o un prestito

Gli stranieri in Italia sono sempre in numero crescente e anche i prestiti richiesti da loro iniziano ad occupare una posizione di rilievo nell’economia di settore, attestandosi attorno all’11%. Questa percentuale, in continua crescita, va di pari passo con l’aumentare della presenza di stranieri che, secondo i dati ISTAT, ha superato i 5 milioni di unità.

In questo caso, ovviamente, si parla di cittadini regolari con tutti i requisiti necessari per poter accedere a finanziamenti o prestiti. Tali requisiti non sono molto dissimili da quelli richiesti ai cittadini italiani poiché, per richiedere un prestiti, sia i cittadini extracomunitari che quelli comunitari devono essere in possesso della residenza in Italia. I Cittadini extracomunitari devono essere anche in possesso di un permesso di soggiorno in regola e in corso di validità.

Per quel che riguarda il resto della documentazione, proprio come i cittadini italiani devono  dimostrare di avere un lavoro a tempo indeterminato che gli garantisca una continuità economica. Alcuni istituti di credito possono richiedere che il rapporto di lavoro a tempo indeterminato sia in essere almeno da sei mesi, che è il termine in cui scade il periodo di prova. I cittadini stranieri che rispondono a tutti questi requisiti possono tranquillamente accedere al prestito con la cessione del quinto sullo stipendio, prestiti personali o prestiti delega.  Esistono anche delle soluzioni di finanziamento molto veloci  per tutte le persone che hanno un lavoro a tempo determinato, ma è possibile richiedere solo piccole cifre, da restituire in un lasso di tempo abbastanza contenuto.

Per i cittadini stranieri residenti in Italia ed iscritti ad un corso universitario o post-universitario, è possibile accedere ai fondi ministeriali che servono per l’erogazione di prestiti agevolati per gli studenti stranieri meritevoli, con scarsi mezzi economici, questo per promuovere la meritocrazia di chi non potrebbe permettersi gli studi. Per avere ulteriori informazioni su questo tipo di prestiti ci si può rivolgere alle varie segreterie didattiche.