La caduta del Senatore Bossi dopo circa 25 anni di protagonismo costituisce anzitutto un fatto politico di prima grandezza. Da anni il vertice della Lega Nord faceva intravvedere agli osservatori più attenti opacità e stili di conduzione ben lontani da un serio costume democratico.
Senza indulgere a facili scandalismi, era ormai chiara una oggettiva involuzione verso un familismo più simile a quello dei Ceausescu che a quello di Longanesi e al suo celeberrimo “tengo famiglia”. Del resto la saga della famiglia Bossi non è la sola e di “trota” non ne esistono solo in Lombardia.
Con la storiaccia di Belsito emergono gravi questioni, se pensiamo che l'ex tesoriere della Lega ha avuto ruoli di governo ed è stato al vertice di Fincantieri nominato dal ministro Tremonti, da sempre il miglior amico politico del Carroccio.
Rimarranno certo tanti fedelissimi e miracolati di vario genere, ma molti elettori sono ormai decisi a voltare le spalle e togliere la fiducia a un movimento politico inconcludente e dedito al vaniloquio. Sono ormai lontane le stagioni del professore della Cattolica Miglio e della borghesia meneghina e cispadana che dava credito e spazio alla novità degli onesti barbari leghisti nemici, dicevano, di ogni forma di corruzione “romana”.
Una volta ancora brillano le parole del Presidente della Repubblica circa l'urgente necessità di una incisiva riforma del finanziamento ai partiti, la cui stessa vita interna non può continuare ad essere caratterizzata - salva l'eccezione del PD - da un soffocante protagonismo di leader padroni di apparati composti da obbedienti e da parenti.
Una volta ancora manifestiamo solidarietà e sostegno efficace al governo del senatore Monti, che opera seriamente per ridare credibilità all'azione dell'esecutivo e dignità alle istituzioni repubblicane. Dopo le ubriacature della sub-cultura delle parolacce e del degrado umano è tempo che l'intero gruppo dirigente del Paese torni a coltivare lo stile sobrio e austero che fu di De Gasperi e di tutti i grandi uomini delle democrazie occidentali. Leader massimi, uomini della provvidenza e consimili lasciamoli fuori dal nostro orizzonte. E' il momento della serietà e del rispetto dell'etica pubblica e privata per dare un futuro al nostro Paese sempre più stimato in Europa e nel mondo.