Microwaste e amianto: da rifiuto tossico a risorsa

Una start piemontese, la Microwaste, ha  presentato un progetto innovativo: utilizzare l’amianto come materiale edile.

Come eliminare la pericolosità dell’amianto

L’incendio scoppiato nel sito di stoccaggio Eco X a Pomezia, ha fatto riaprire la questione della bonifica di edifici privati, pubblici ed industriali e dello smaltimento dell’amianto, in mondo sicuro. Sappiamo tutti quali sono i problemi che causa l’amianto e sappiamo anche che le grandi città come Roma o Milano hanno ancora un’elevatissima presenza di eternit. Milano, ad esempio, ha ancora una presenza di manufatti in amianto tale da ricoprire  un’area de 1.500.00 mq. A tale scopo,  è bene ricordare che per la bonifica di immobili privati è possibile rivolgersi ad un’impresa che effettua smaltimento amianto a Milano e far effettuare una valutazione, in modo da sapere se ci sono pericoli e, in caso, come risolverli.

Edifici pubblici, privati, fabbriche, scuole sono ancora in lista per essere bonificati, ma il problema di smaltire l’amianto si sta facendo impellente. Da poco tempo, una star up dell’Incubatore Universitario Italiano di Torino, Microwaste, segue il problema della bonifica. Fabio Desilvestri ha avuto questa idea per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti che contengono l’amianto.

Attraverso dei macchinari che sfruttano la tecnologia a microonde, riescono a rendere sicuri i rifiuti che contengono amianto. In poche parole portano l’amianto ad alte temperature, in modo da modificarne la  struttura chimica e diventi innocuo per ambiente e uomo. Una volta eliminata la parte “cancerogena” del materiale, prende il nome di Atonit che, aggiunto al cemento, forma un composto simile alla  pozzolana.

Il ceo di Microwaste ha dichiarato: “Conosco da tempo i problemi generati dall’amianto, sia per esperienza professionale che di volontariato con l’Osservatorio Nazionale Amianto. Casualmente sono entrato in contatto con il Prof. Ryszard Parosa, scienziato polacco, che aveva collaborato allo sviluppo di una tecnologia per il trattamento dell’amianto. Ho quindi proposto a lui e ai suoi soci di occuparmi dell’industrializzazione della tecnologia: ne è rapidamente nata una collaborazione. Microwaste sviluppa, produce e commercializza macchinari innovativi per il trattamento definitivo dei rifiuti, in particolare quelli contenenti amianto. Il rifiuto, a seguito di un trattamento termico, viene trasformato in materiale inerte. La particolarità del nostro impianto è la sua mobilità: può essere installato presso il cantiere di bonifica, favorendo quindi una filiera corta di smaltimento. La tecnologia è già stata testata all’estero e ne è stata verificata l’efficacia.” Se tutto questo darà buoni risultati, il problema dello smaltimento dell’amianto sarà risolto ma quanto sarà disposta la gente, dopo tanti problemi, a riavere l’amianto nelle mura di casa?

 

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