Opzione donna 2018: avrà un futuro?

In molti si chiedono quale sarà il futuro di Opzione Donna, ma per capirlo è necessario aspettare la risposta all’emendamento presentato in Legge di Bilancio per chiedere la proroga. Dalle voci che circolano, infatti, sembra che la riforma sulle pensioni terrà conto di questa proroga che ne prevede l’estensione fino al 31 dicembre 2018. Intatti Opzione Donna  potrebbe essere reintrodotta per tutto il 2018 e questo interessa a tutte le donne che vorrebbero sperimentare la pensione anticipata, maturando i requisiti entro il 2018.

Attualmente (le cose potrebbero cambiare con la siglatura delle proroga) i requisiti richiesti sono:

  • sesso femminile;
  • avere raggiunto i 57 anni entro il 31 dicembre 2015; 58 anni se lavoratrici autonome;
  • avere un’anzianità contributiva di 35 anni entro il 31/12/15;
  • accedere alla pensione dopo il 31/12/15.

Questa formula, che è stata introdotta con la Legge n. 243/2004 è una misura che tutela le lavoratrici e gli permette di andare in pensione a 57 anni, ma solo se possiedono 35 anni di contributi maturati entro il 2015. Facendo una veloce botta di conti, se una persona nel 2018 ha 57 anni, nel 2015 ne aveva 54 e, di conseguenza, per aver 35 anni di contributi deve aver incominciato a lavorare, a tempo indeterminato, a 19 anni.

L’Opzione, in dubbio fino all’approvazione della Legge di Bilancio e sostenuta attivamente con grosse mobilitazioni da parte del settore femminile, non è tutta rosa e fiori come si potrebbe pensare.  Presenta, infatti, anche degli svantaggi come, ad esempio, l’importo che viene calcolato completamente col sistema retributivo e che porta a una discreta decurtazione dell’assegno pensionistico con tagli che potrebbero arrivare al 27%. Inoltre, le donne che vanno in pensioni con contributi maturati presso diverse gestioni, non possono usufruire del cumulo gratuito degli stessi. Chi lo desidera può ricorrere alla congiunzione che, non dimentichiamolo, ha costi molto elevati. Soluzione che, tra l’altro, non può essere utilizzata in caso siano contributi maturati presso la Gestione Separata dell’Inps. A questo punto restano fuori tutti i contributi versati come libera professionista, co.co.co e voucher.

 

 

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