Chi sono i nuovi italiani? Ecco un identikit

La Fondazione Leone Moressa ha fatto uno studio sugli alunni stranieri che dovrebbero ottenere la cittadinanza italiana in base alla nuova legge e ha tracciato una mappa delle comunità presenti in Italia.

Quali sono le comunità più diffuse?

I beneficiari di questa riforma sarebbero più di ottocentomila (esattamente 800.600) e rappresentano circa l’80% dei minori stranieri residenti in Italia. A questi si aggiungerebbero oltre 58 mila potenziali beneficiari ogni anno.

Nel 2015 è stata approvata alla Camera la nuova normativa che prevede due principi: ius soli e ius culturae. Con il primo si riconosce la cittadinanza a chi è nato in Italia da genitori stranieri di cui, almeno uno, sia in possesso del permesso UE a lungo termine. Con il secondo, invece, i beneficiari sono tutti i bambini nati in Italia oppure quelli  approdati sul suolo nazionale entro i 12 anni, che abbiano seguito un percorso formativo di almeno 5 anni.

Gli stranieri minori, nel nostro Paese, al primo gennaio 2017 erano un milione: il 21% degli immigrati. La femmine rappresentano il 48% e, di conseguenza, i maschi il 52%. La Fondazione ha rilevato che tra i banchi di scuola sono presenti più di 200 nazionalità con una percentuale prevalente di figli di nazionalità romena, albanese e marocchina, ossia le tre comunità più grandi presenti in Italia. A seguirli troviamo i figli di cinesi, filippini, indiani, ucraini, moldavi, pachistani e tunisini.

La religione più diffusa

Per suddividere i gruppi in credo religioso, possiamo notare che tra le famiglie originarie dell’Est Europa prevale la religione ortodossa; dalle Filippine giungono la maggior parte di cattolici, mentre gli appartenenti alla religione musulmana arrivano da Balcani, Nord Africa e alcuni Paesi asiatici come Pakistan e Afganistan. In sostanza il 44% dei bambini stranieri è cattolico e il 38,4% musulmano. I dati, ovviamente, tengono conto solo dei minori  già inseriti in un percorso scolastico, quindi non completi, ma rendono bene l’idea di quelle che sono le caratteristiche del nuovo italiano, se passerà la nuova normativa.

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